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La rivoluzione energetica dei condomini veronesi

agosto 27, 2016
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E’ sempre più concreta l’ipotesi del Fondo per l’efficientamento energetico dei grandi fabbricati residenziali pubblici, che potrebbe diventare operativo già con la prossima legge di stabilità. Obiettivo, riqualificazione delle grandi periferie e dei quartieri più popolosi.

Il progetto elaborato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, prevede l’allargamento della detraibilità del 65% della spesa per le riqualificazioni energetiche (sostituzione di finestre e caldaie, installazione di pannelli solari, isolamento) anche agli enti pubblici per le case popolari.

Oggi questi incentivi sono previsti solo per interventi di singoli privati. Allargare ai condomini interi significa realizzare riqualificazione edilizia e risparmio energetico su grandi complessi residenziali, nei quali spesso vivono famiglie fiscalmente incapienti che non avrebbero modo di realizzare l’intervento, non avendo alcun ritorno concreto dal rimborso dell’Irpef .

I capitali per gli interventi verranno messi da un fondo pubblico-privato governato dalla Cassa Depositi e Prestiti, facilitando enormemente tali progetti territoriali. Sarebbe poi giustamente lo stesso fondo a beneficiare del bonus fiscale statale che in 10 anni consente di rientrare del 65% della spesa sostenuta. Nulla quindi in carico ai cittadini beneficiari.

Qui entrano in campo le aziende pubbliche partecipate locali AGSM, AGEC e ATER che direttamente o attraverso una Energy Service Company (anche dette ESCo), effettuerebbero gli interventi sui condomini popolari, condividendo il guadagno derivante dal risparmio energetico con gli stessi inquilini. 

Secondo le stime Enea, un intervento di “cappotto”  su un palazzo inclusivo di rifacimento degli impianti e predisposizione di pannelli solari potrebbe ridurre il fabbisogno energetico del 65-70%. Gli inquilini, che beneficeranno di alloggi completamente ammodernati, a costo zero, continueranno a pagare le stesse bollette di prima (o con una lieve riduzione, pur consumando anche il 70% in meno) permettendo ad AGSM di incassare molto di più della reale energia erogata. AGSM stessa quindi, in accordo con AGEC e ATER, utilizzerebbe poi tali risorse per nuove operazioni di riqualificazione energetica a favore dei cittadini.

Questo fondo può avviare un circuito virtuoso che permetterà a Verona di rammodernare il suo patrimonio edilizio e riportare a galla centinaia di appartamenti popolari oggi sfitti e a rischio decadimento e rispondere così alle esigenze di tante famiglie in attesa di un alloggio.

AGSM, AGEC e ATER sono pronti a coordinarsi per cogliere questa occasione? Se le risorse ci sono, serve visione e capacità di intraprendere da parte della politica locale, che può coinvolgere e supportare così tutta la filiera edilizia/impiantistica per la realizzazione delle opere di riqualificazione identificate.

Posted in: Casa e Sicurezza, Idee per Verona
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