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PD per una Grande Verona!

settembre 1, 2015
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«Dopo l’era Tosi serve una persona in grado di rappresentare tutti i settori della città» Pochissimi partiti e tanto mondo civico. «E basta con i professionisti della politica». E la linea di Damiano Fermo, 32 anni, consigliere comunale del Pd, che commenta varie interviste a esponenti politici uscite sul nostro giornale sui movimenti in vista delle elezioni amministrative di Verona del 2017.
«Sono rimasti soprattutto due partiti, nella nostra città, il Pd e la Lega», spiega Fermo. «E attorno a questi che si costruirà la competizione verso le amministrative 2017 e io credo che il Pd debba presentarsi cercando di coinvolgere, però, in una grande lista civica esponenti in grado di rappresentare la società, le categorie economiche, le associazioni. Un progetto aperto, come ha detto su L’Arena nei giorni scorsi il deputato del Pd Gianni Dal Moro».
L’apertura al mondo civico, collegato ai partiti, è nata però anche da esponenti del centrodestra, come Stefano Casali, consigliere regionale della Lista Tosi, l’eurodeputato della Lega Lorenzo Fontana e Federico Sboarina, presidente dell’associazione Battiti. «Ma dalle interviste sembra che l’obiettivo principale dei partiti di centrodestra da prima Repubblica sia sempre lo stesso. Stare tutti assieme per vincere, tanto ce n’è per tutti. La politica come un mezzo per mantenere il potere», denuncia Fermo.
«Tosi nel 2102 cercò di evitare proprio questo, un raggruppamento di pretendenti che nella gestione della cosa comune avrebbero probabilmente bloccato e soffocato ancora di più il necessario rilancio di Verona. Poi purtroppo sappiamo come sta andando a finire, ma le prerogative erano quelle di un movimento che doveva procedere a grande velocità», aggiunge. «Ora con l’impossibilità della candidatura di Tosi», puntualizza Fermo, «si toma ai giochi passati. Si avrà una lista di pretendenti senza una leadership capace di fare sintesi ne sul candidato ne sulla visione per Verona.
Quando la prerogativa in politica è mantenere il proprio mestiere rispetto alla costruzione del bene comune, si parte già sconfitti. A Verona», conclude, «serve una politica fatta di pochissimi partiti rappresentativi e un forte movimento civico che dia la disponibilità di partecipare alla vita politica. I cittadini dovranno scegliere se dare fiducia a questo nuovo percorso o sostenere i compromessi dei professionisti della politica che rischiano di perdere il posto». · E.G.
Posted in: Politica
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