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Voto Civati segretario, vorrei Renzi premier

ottobre 7, 2013
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Eccoci qui, congresso PD. Si sceglie il segretario. Ma di quale partito, per quale progetto? Alla luce della fiducia al “Letta-Alfano bis” si staglia all’orizzonte l’immagine di una nuova superalleanza bianca, che subito si affretta a dichiarare aperto un nuovo corso, dopo il ventennio. Altro che governo di scopo…

Situazione immobilizzante, fermi a prenderle, perché così sarà. Un governo dal profilo politico del “ci pensiamo noi” non provocherà nessun risveglio collettivo e nessun movimento di riscatto. E pensare che due uomini, entrambi matrice PD, alleati, progressisti, complementari, avrebbero da tempo potuto iniziare IL VERO CAMBIAMENTO, quello culturale, sociale, essendo, in coppia, enormemente più incisivi. La loro separzione sta togliendo all’Italia una grande opportunità. Vabbè, speriamo sempre…

Detto ciò, veniamo al congresso, e se vi state ancora chiedendo cosa dovrebbe fare il PD, guardatevi allo specchio, il Partito Democratico siete voi, avete il diritto e il dovere di riprendervelo! Dovete pretendere la solita cosa, il solito antidoto,  partecipazione, partecipazione, partecipazione. Stare fuori dalle nostre culle, fra la gente, per strada, nelle fabbriche si sarebbe detto un tempo, dove la società sta, da tempo, cambiando. Dove l’ultima idea diventa la prima, se ha senso, perché quando la società arriva merita ascolto. Vorrei vedere ad ogni livello un luogo di elaborazione, che chieda ai militanti, proprio a quelli che prendono sberle da anni, di essere la parte più viva del viaggio. Per tornare, a testa alta, a creare politica, che vuol dire mettersi sempre in discussione per trovare la soluzione migliore. In un partito che ti faccia sentire alla ricerca della buona direzione, in cui ci si possa fidare del timoniere.

E allora, fra quei due, su questa barca, al timone, mi fido di Pippo Civati. Uno che prova un grande piacere quando vede riaccendersi gli occhi di chi, per la politica, ha dato l’anima. Più che un timoniere un aggregatore di politica pulita e disinteressata, che oltre ad aver creato innumerevoli reti di elaborazione nel PD, ha sempre ricercato con curiosità e rispetto il confronto con i progetti civici più vicini, prima con l’IDV poi con la parte più libera del M5S; in realtà con tantissimi movimenti che, vivendo il presente e le sue questioni, dovrebbero essere gli alleati principali per orientare la nostra azione.

Uno che ha la consapevolezza che si cambia, collettivamente, abbracciando chi rimane un po’ indietro, chi rimane fuori dal recinto. Uno determinato ad invertire, in Italia, il destino delle nostre bellezze che stanno soffocando: l’ambiente, la cultura, il lavoro, l’innovazione artigiana e digitale, il merito. E lo fa dando il microfono a chi merita di parlare. Provando a creare una generazione politica nuova, perché, come dice, ha tutti davanti, nessuno dietro.

La finisco qua, sostengo Civati perché la radicalità del sogno va raccontata con determinazione e gentilezza all’Italia, al vicino, ascoltando cosa succede là fuori, per studiare, ogni giorno, la rotta verso il bene comune! Intanto, ognuno a fare, semplicemente, la propria parte, come sempre dovrebbe essere.

Posted in: Politica